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FILOSOFIA PER TUTTI:  Titolo, Motto, Dedica, Avvertenza, Prefazione

FILOSOFIA PER TUTTI: Titolo, Motto, Dedica, Avvertenza, Prefazione


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Filosofia per tutti
(1.0)

Manifesto per l’identità filosofica del popolo europeo

di

Marco de Angelis

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Prefazione

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Al mio caro Mervin, 
con l’augurio di condurre una vita fondata 
sulla verità e sulla saggezza, quindi sulla  filosofia

 

“Questa (la filosofia) riferisce tutto alla saggezza, 
ma per la via della scienza, 
l’unica che, una volta aperta, 
non si chiuderà mai più, 
né consentirà smarrimenti”
(Immanuel Kant)
 

 

Dedica e Ringraziamenti

Dedico questo lavoro a mio figlio Mervin, il primo lettore di questo libretto ed anche l’amico con cui ho potuto discuterne ogni singola parte. Nonostante la sua giovane età, Mervin ha saputo fornirmi degli spunti preziosi, indicarmi delle ulteriori idee da sviluppare e, soprattutto, rendere meno solitario il lavoro di redazione del testo. È stato molto coinvolgente da un punto di vista esistenziale avere qualcuno con cui discutere i contenuti, il quale ritenesse importante starmi ad ascoltare, esprimermi la propria opinione e condividere silenziosamente anche la problematica umana che si cela sempre dietro un serio testo di filosofia. 
Auguro a lui, come del resto anche a chiunque altro, di aver la fortuna di poter condurre la propria vita in dialogo continuo con se stesso, alla ricerca della verità filosofica. Da quest’altezza tutte le vicende umane perdono la loro presunta assolutezza, la vita stessa diventa più leggera e l’essere umano entra in contatto diretto con l’Assoluto. Il risultato è un senso di serenità e di pienezza, che costituisce poi il presupposto della saggezza.

Desidero poi rivolgere un ringraziamento amorevole al mio gruppo di fedeli studenti ed uditori dell’Università degli Studi di Urbino, che frequentano con encomiabile assiduità e profondo interesse il mio seminario Introduzione alla filosofia. Nell’ambito di tale seminario ho esposto durante gli ultimi due anni il contenuto di questo libretto. Il confronto vivo nei nostri incontri, il dibattito costante che li ha ravvivati e tuttora li ravviva, sono stati fondamentali per farmi capire che la via della divulgazione della grande filosofia sistematica classica merita oggi sicuramente di essere percorsa, insomma che la direzione scelta era quella giusta. 

Per la lettura e la revisione del testo definitivo ringrazio in particolare: Lucia Bedini, Mauro d’Arco, Eliana de Angelis, Irene Mazzanti e Andrea Sponticcia. 

Avvertenza

Questa prima versione di Filosofia per Tutti è identificata come versione 1.0, il che evidentemente significa che l’autore ha in mente di darne in futuro una ver-sione 2.0 e così via. Infatti, la produzione di programmi per l’informatica negli ultimi decenni ci ha educati all’elaborazione di un medesimo programma in più tappe, con continui miglioramenti, che tuttavia non conducono ad un vero e pro-prio nuovo programma, ma al miglioramento, almeno presunto, di quello origi-nario.
Paradossalmente, non in modo diverso si sviluppa la filosofia e l’elabora-zione dei sistemi filosofici. Hegel, ad esempio, il pensatore al quale principal-mente ci rifacciamo, nella propria vita ha rielaborato diverse volte il proprio si-stema filosofico, del quale esistono quindi diverse versioni.
La prima, redatta a Jena negli anni 1804-06, per quanto non ancora pubblicata né pienamente sviluppata, contiene tutte le parti principali del sistema filosofico. Essa può quindi essere considerata ad ogni diritto la versione 1.0 del sistema filosofico hegeliano. 
Negli anni seguenti il filosofo approfondì e pubblicò prima varie singole parti del sistema (la Fenomenologia dello Spirito nel 1807, poi la Scienza della Logica in tre volumi dal 1812 al 1816), per poi pubblicare per la prima volta nel 1817 l’intero sistema filosofico, ossia l’Enciclopedia delle Scienze Filosofiche. Essa contiene i principi primi di tutte le discipline filosofiche e corrisponde, in modo quantitativamente più approfondito, ma qualitativamente identico, al sistema filosofico del 1804-06. Questa versione può essere considerata pertanto come la 2.0.  
Nel 1827, dieci anni dopo ed in seguito alla pubblicazione singola di un’altra parte importante del sistema, i Lineamenti di Filosofia del Diritto (1821), Hegel pubblicò una nuova versione dell’Enciclopedia, che quindi possiamo considerare come la 3.0.
Infine, nel 1830 pubblicò un’altra versione ancora, l’ultima, che quindi possiamo identificare come la 4.0. 
Anche nel periodo del suo insegnamento presso il Liceo di Norimberga il nostro elaborò, senza pubblicarle, varie versioni del sistema, le quali si collocano quindi tra la 1.0 e la 2.0 rispetto all’elenco fornito qui così a scopo illustrativo, e potrebbero quindi essere considerate anch’esse delle versioni intermedie.
È importante sottolineare il fatto che si tratta della stessa opera e dello stesso contenuto, i paragrafi vengono alcuni spostati, altri espunti, altri ancora aggiunti, insomma si hanno degli approfondimenti e dei miglioramenti, ma non tali da sconvolgere l’impianto dell’opera e farla diventare diversa sostanzialmente dalla prima versione, quella di Jena. Potremmo dire, quindi, che Hegel ha addirittura precorso anche gli sviluppi futuri dell’informatica e capito quanto sia importante dare delle versioni sempre più aggiornate e più complete delle proprie opere, soprattutto poi quando si tratti di un sistema filosofico. Un sistema, infatti, deve abbracciare fondamentalmente l’intero quadro del sapere umano, perché, come vedremo, questa è una delle caratteristiche peculiari della filosofia, e non si può pensare che nella prima versione il contenuto sia già tutto presente nei particolari. Esso sarà presente all’inizio nelle linee generali e poi dopo qualche tempo, grazie a nuove versioni dell’opera, potrà essere aggiornato, aumentato, approfondito ecc. Dopo tutto il filosofo è un uomo come gli altri, che ha bisogno di tempo per procedere nei propri studi, per pervenire a nuove conoscenze ed inserirle organicamente nel quadro sistematico che egli, sulla base dei principi primi assunti, è in grado di elaborare, fornendo così prima di tutto a se stesso, poi anche ai propri lettori una visione ordinata, sistematica e logica del sapere. 
In questo senso allora la nostra Filosofia per Tutti attuale è la versione 1.0, e noi ci riserviamo di presentarne una versione ampliata ed approfondita in un prossimo futuro, senza per questo mai stravolgere la sua caratteristica originaria, che è quella di ambire ad essere un sistema filosofico espresso in modo divulgativo. 
Tale modo di pubblicare è vantaggioso per il divulgatore e per il lettore; il pensatore può iniziare a presentare al pubblico il proprio sistema filosofico completo -  anche se non ancora sviluppato in tutte le parti -  senza aspettare una ’fine dei lavori’ cui, alla fine, non si perviene mai, in quanto il processo di assimilazione del sapere e del suo inserimento in un quadro sistematico ed organico è in linea teorica infinito. Si può, infatti, sempre aggiungere altro in un sistema, essendo il suo oggetto, il contenuto del mondo e della vita umana nel mondo, di per sé senza limite. Anche il lettore trae un chiaro vantaggio da questo modo di procedere, poiché egli può familiarizzare con i principi primi del sistema filosofico, che evidentemente si troveranno già nella prima versione, la più semplice, e poi in seguito può avvicinarsi alla seconda versione, più complessa ed anche quindi più ’difficile’, avendo già una confidenza con il testo ed il modo dell’autore di trattare la materia. 
Una politica dei piccoli passi, insomma, che non può che essere utile ad entrambi, autore e lettore.

Per quanto riguarda l’articolazione del testo, esso è suddiviso in ‘unità’, poiché è concepito come corso di insegnamento e quindi di divulgazione di un sistema filosofico attuale, inteso a sua volta come  risultato della storia della filosofia. Le varie unità andranno pertanto insegnate una dopo l’altra secondo il loro ordine, poiché esse sono in un rapporto preciso di fondazione, per cui la seguente pre-suppone e si fonda sulla precedente.

Un’ultima considerazione riguarda la creazione di una pagina facebook come interfaccia tra l’autore ed i lettori del libro. Essa consente ai lettori, che avessero difficoltà nella comprensione di alcuni concetti, di chiedere spiegazioni online all’autore, alle quali egli si curerà di rispondere in tempi brevi. Solo così questo libretto, come qualsiasi altro testo che voglia essere divulgativo, può essere vera-mente ‘per tutti’, perché è assolutamente normale che la lettura di un testo filosofico, per quanto esso possa esser stato scritto in maniera facile, nondimeno presenti delle difficoltà logiche che solo l’autore può spiegare in modo adeguato. In tal modo, grazie alla tecnica moderna, qualsiasi difficoltà può essere in linea di principio superata e la filosofia messa definitivamente e completamente a disposizione di coloro ai quali essa alla fine è diretta, ossia di tutti gli interessati indipendentemente dal grado di preparazione scolastica. L’indirizzo facebook è il seguente:  www.facebook.com/www.filosofiapertutti.it 

 
Prefazione

Sul senso e la necessità attuale di un manuale di filosofia

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Il presente volume è un manuale divulgativo di filosofia. In esso è esposta una concezione del mondo e del senso dell’esistenza umana nel mondo, quale risulta dalle opere dei grandi filosofi, quelli ritenuti a buon ragione ’classici’. In partico-lare esso si fonda sul sistema filosofico di Hegel, che è sicuramente l’ultimo pen-satore che possiamo definire ’classico’. Gli altri pensatori, a lui successivi, sono da considerare anzitutto sicuramente di minore portata speculativa, giacché non hanno abbracciato l’intero sapere, come invece nel caso di Hegel e dei classici a lui precedenti, ed inoltre ancora non hanno superato lo scoglio dei secoli per po-ter venir definiti dei ’classici’. 

Ciò non significa ovviamente, che il sistema filosofico di Hegel venga conside-rato come la verità assoluta ed ultima. Esso, infatti, in questo manuale viene ’superato’, nel senso anch’esso dialettico ed hegeliano di ’aufgehoben’, ossia an-che conservato. Il filosofo tedesco ha, infatti, ben spiegato che la storia della fi-losofia, come la storia  di qualsiasi altro ramo del sapere, si basa sul progresso delle conoscenze, per cui una concezione filosofica successiva contiene anche l’apporto dato dalla precedente, ma contemporaneamente lo supera. Nella storia della filosofia c’è, dunque, un accrescimento di conoscenza, per cui noi, partendo dall’ultima grande filosofia classica, seria, e sviluppandola, possiamo essere sicuri di proseguire sul binario di tale progressivo accrescimento del sapere filo-sofico. 

Per tal motivo la nostra presentazione del pensiero di Hegel come risultato della storia della filosofia sarà al contempo una sua rielaborazione anche alla luce degli studi filosofici a lui successivi. 

Lo scopo di questo lavoro è triplice: 

-  da una parte elaborare una filosofia scientificamente fondata ed oggettiva, avente quindi un valore assoluto, indipendente dal soggetto che la elabora; 

-  in secondo luogo, esporla in un linguaggio semplice, comprensibile ad una persona di media cultura e preparazione scolastica; 

-  infine, la filosofia esposta in questo manuale si presenta come la conce-zione razionale del mondo e del senso della vita umana propria dei popoli dell’Europa, ossia di quei popoli che sono stati i protagonisti dello svilup-po della storia della filosofia come ricerca razionale della verità, ma anche ovviamente di tutte quelle persone le quali, pur non appartenendo ad uno di tali popoli europei protagonisti della rivelazione della verità filosofica sulla Terra, nondimeno orientino il proprio modo di pensare e di agire se-condo tale disciplina. 

Nata in Grecia intorno al VI secolo a.C., la filosofia ha raggiunto il proprio api-ce, almeno momentaneo, nella Germania del XIX secolo con Hegel, sviluppan-dosi nei secoli di mezzo tra questi due periodi in vari stati europei, dei quali ha formato la coscienza razionale, libera e democratica, che oggi vediamo rappre-sentata a livello politico nell’Unione Europea. Altri Stati, formatisi in vario modo anche a partire dalla coscienza filosofica europea, per es. gli Stati Uniti d’A-merica, gli Stati sudamericani, la Russia e gli Stati che fino a pochi decenni fa appartenevano all’Unione Sovietica, fanno ugualmente parte di questa storia, ma in modo esteriore, secondario, derivato e non originale. Gli Stati europei, invece, sono da considerare la vera e propria patria della filosofia, il luogo in cui l’Asso-luto, la verità razionale, si è presentata nel mondo, almeno per quanto riguarda il nostro bel pianeta. Approfondiamo ora singolarmente questi tre punti.

1. L’esigenza attuale di una filosofia che sia scientificamente fondata ed abbia un valore oggettivo di verità

Lo scopo principale di questo lavoro è, dunque, anzitutto l’elaborazione di una filosofia oggettiva, quindi valida in sé poiché autofondata, sulla base dell’ultimo grande sistema filosofico dell’umanità, quello di Hegel. Lo stesso pensatore te-desco ha chiarito nelle proprie Lezioni di Storia della Filosofia come la storia della filosofia non sia per nulla una sequenza di opinioni soggettive dei vari pen-satori, per cui il lettore ne può scegliere altrettanto soggettivamente una e farla propria, quanto piuttosto una vera e propria sequenza logica di sistemi filosofici, ognuno dei quali si fonda sul precedente e realizza a sua volta un progresso nella conoscenza. Hegel ha saputo dimostrare con adeguati argomenti logici come alla base della storia della filosofia ci sia un chiaro progresso scientifico, che noi oggi potremmo paragonare a quello proprio della storia delle scienze naturali em-piriche. 

Le scienze empiriche, in quanto fondantesi sulla verità, comunemente accertata, del progresso scientifico-sperimentale, sono poi in grado di elaborare manuali sia scientifici sia divulgativi, ossia testi contenenti i risultati principali e ritenuti universalmente validi di una determinata disciplina (fisica, chimica ecc.). La filosofia invece, poiché la concezione hegeliana del progresso scientifico-deduttivo non è riuscita fino ad oggi ad imporsi nella comunità filosofica, non è stata fino ad oggi in grado di presentare alcun manuale se non di storia della fi-losofia, ossia come raccolta cronologica ed informativa delle opinioni soggettive di chi è stato tradizionalmente considerato ‘filosofo’.
La conseguenza di ciò è gravissima. Nonostante la nostra società occidentale si fondi manifestamente sulla filosofia -i concetti di democrazia, libertà, razionalità, dignità dell’uomo sono concetti filosofici, in particolare propri del¬l’Il¬luminismo-, essa non è attualmente in grado di fondare in modo oggettivo e scientifico tali principi e quindi neanche di insegnarli ai giovani né tanto meno di respingere con argomentazioni filosofiche convincenti coloro che li attacchino. Le derive dittatoriali della democrazia nel novecento tra le altre cause sono state anche dovute al fatto che le giovani democrazie non erano fondate filosoficamente e quindi in grado di ribattere in modo forte da un punto di vista argomentativo alle concezioni dittatoriali sia fasciste e naziste sia comuniste, che erano al contrario fortissime ed argomentatissime (per quanto in modo fallace ed ideologico, non scientifico).

Questo è un pericolo sempre incombente sulle democrazie, giacché ancora oggi esse non sono fondate in modo forte e scientifico. A salvarci da derive populiste e dittatoriali è il ricordo di quel che esse hanno causato nel novecento, ricordo però che andrà progressivamente sbiadendo nel tempo col trapassare delle gene-razioni che hanno vissuto direttamente o indirettamente, attraverso i racconti dei parenti, le atrocità della prima e poi soprattutto della seconda guerra mondiale.

Sulla base di queste considerazioni, si perviene pertanto alla seguente conclu-sione: è assolutamente fondamentale ed improcrastinabile oggi costruire la filo-sofia come scienza, prendendo sul serio la concezione hegeliana della storia della filosofia e considerando quindi l’ultimo grande sistema filosofico, quello dello stesso Hegel, come il punto di arrivo, naturalmente temporaneo, di tale disciplina. È da questa filosofia che occorre ripartire oggi per elaborare un manuale attuale di filosofia, il quale si basi appunto su tale sistema filosofico, conside-randolo il risultato scientifico del progresso della storia della filosofia precedente. Considerati i circa duecento anni intercorsi dalla morte del pensatore tedesco, il suo sistema dev’essere ripreso, tenendo nella giusta considerazione lo sviluppo sia etico-politico sia scientifico e filosofico, avvenuto in questo lungo intervallo temporale.

Il sistema filosofico hegeliano sarà, dunque, attualizzato, ossia letto con gli occhi di chi vive oggi, conosce i problemi odierni, diversi evidentemente da quelli del tempo di Hegel e conosce naturalmente anche quelle critiche che sono state – alcune anche giustamente - mosse al filosofo tedesco. Nondimeno, pur consi-derando tali aspetti problematici e pertanto guardando con occhi anche critici il sistema filosofico hegeliano, occorre riconoscere che esso è l’ultimo vero e pro-prio sistema filosofico dell’umanità, quindi l’ultima filosofia elaborata in modo rigoroso, serio, scientifico. Dopo Hegel i vari pensatori, che si sono susseguiti, sono stati meri storici della filosofia e ripetitori di questo o quel sistema filosofi-co del passato oppure saggisti illuminati, pensatori che hanno avuto idee anche brillanti però nella forma di opinioni soggettive proprie, non esposte e fondate in modo sistematico e scientifico.

Occorre pertanto ripartire da Hegel, attualizzare il suo sistema, individuando gli stessi errori commessi dal filosofo e correggendoli in una nuova versione del suo sistema filosofico. Tale nuova versione dell’idealismo assoluto hegeliano sarà appunto il manuale di filosofia della nostra epoca, corrispondente dal lato della conoscenza filosofica a quel che i manuali cosiddetti ‘scientifici’ sono dal lato della conoscenza empirica. La filosofia è una forma di conoscenza scientifica anch’essa ed al suo manuale deve essere riconosciuto un valore di verità di certo non inferiore a quello della fisica, della chimica ecc. 

In tal modo vanno fondati in modo rigoroso, serio e scientifico i valori politici (Stato, libertà, democrazia), come anche quelli etici (razionalità, dignità umana, famiglia, lavoro) e viene così fornito un fondamento serio, insegnabile ai giova-ni, alla nostra cultura democratica, una cultura intrisa profondamente di filosofia, ma spesso ignara di ciò. Questo manuale intende pertanto semplicemente rendere le odierne democrazie pienamente consapevoli della struttura filosofica del proprio modo di pensare e di vivere.

2. La forma divulgativa in cui la filosofia oggettiva, seria e scientifica deve es-sere esposta

Proprio perché d’importanza cruciale per i fondamenti della nostra società, tale manuale di filosofia deve essere scritto in una forma comprensibile a tutti e non soltanto agli studiosi della disciplina. Il pubblico, cui esso si rivolge, è il grande pubblico formato da tutti coloro i quali, avendo una preparazione scolastica di base e nutrendo interessi di tipo culturale e quindi generalmente filosofici, sono assetati di verità. In modo particolare esso si rivolge poi a coloro i quali hanno abbandonato la religione tradizionale, senza essere però ancora riusciti a sosti-tuirla con un altro quadro, di tipo razionale, nel quale inserire la propria com-prensione del mondo e della vita umana in esso. Si tratta di un bisogno diffusis-simo oggi, quello in linea generale di una religione razionale o di una filosofia religiosa, insomma da una parte di una filosofia che non sia soltanto disciplina accademica, ma anche orientamento di vita, e dall’altra di una religione che non sia dogmatica, ma accettabile dalla ragione. 

I filosofi dell’idealismo classico da Kant e Hegel si confrontarono duecento anni fa in Germania proprio con tale problematica, anticipando notevolmente i tempi nostri. Quel che essi sentirono e vissero in prima persona da intellettuali, come avanguardia filosofica, è oggi diventato ormai un bisogno di tutti coloro che, avendo abbandonato la religione tradizionale e non accettando la pura negazione atea di qualsiasi valore oggettivo, sono alla ricerca di una verità oggettiva razio-nale. Tale ricerca non trova al momento alcuna risposta seria e valida a livello filosofico-divulgativo. 

La pubblicazione in questione intende colmare tale enorme vuoto nell’offerta formativa. Essa quindi, pur presupponendo da parte del suo autore intensi studi specialistici di carattere storico-filosofico, non si rivolge tanto soltanto ad un pubblico di specialisti, bensì anche al grande pubblico. 

3. L’identità europea come identità filosofica

Dal punto di vista del rapporto con l’attualità storica, il presente libretto vorrebbe svolgere una funzione di sostegno filosofico al processo di unificazione europea. Oggi, infatti, c’è bisogno di più e non di meno Europa. Ma c’è bisogno di una vera Europa, dunque finalmente degli Stati Uniti d’Europa. Essi devono essere fondati su alcuni valori etici, risultato della storia della filosofia, la quale è stata appunto fondamentalmente, come già detto, un fenomeno europeo. Attraverso tale storia si è formato il popolo europeo, che ispira il proprio pensiero ed il pro-prio comportamento a valori razionali quali la libertà, la democrazia, la giustizia sociale.

Ma c’è soprattutto un valore fondamentale che gli Stati Uniti d’Europa rappre-sentano nel mondo: il valore della pace. Paesi che soltanto fino a 70 anni fa si sono per secoli e millenni combattuti e distrutti a vicenda, hanno capito che ciò è sbagliato e si sono di comune accordo uniti in una compagine continentale, all’interno della quale oggi è assolutamente impensabile che possa avvenire una guerra. Questa è una grande lezione di fratellanza, pace, serietà etica e responsa-bilità verso le generazioni future che l’Europa impartisce al mondo intero! È la conquista dell’Identità Filosofica Europea come popolo ed anche Stato definiti-vamente votato a portare la pace prima di tutto al proprio interno, poi in tutto il mondo. È il significato storico e filosofico dell’Europa!

Sta a tutti noi comprendere tale significato, volerlo profondamente e viverlo nella nostra vita di tutti giorni. Dobbiamo essere fieri di essere Europei e sentirci nel nostro cuore e nella nostra mente portatori di un messaggio filosofico, dunque fondato razionalmente, di pace universale. Tal è il nostro compito storico, il nostro supremo dovere etico e politico.

Anche se questo è un momento di crisi in Europa ed a volte le decisioni prese a Bruxelles non ci convincono, come del resto le decisioni di qualsiasi governo anche nazionale possono a volte non convincere, nondimeno ciò non ci deve mai far dimenticare il significato etico e politico degli Stati Uniti d’Europa. Quando finalmente si passerà dall’unione monetaria ed economica a quella politica ed esisterà un vero e proprio Stato Europeo, allora lo scacchiere politico mondiale cambierà. L’Europa potrà alzare la voce anche nei confronti delle altre potenze continentali e pretendere che il messaggio di pace, che essa ha fatto valere al proprio interno, valga anche al proprio esterno, nel mondo intero. C’è bisogno nel mondo di questa grande potenza votata definitivamente alla pace. Dobbiamo tutti sperare che ciò possa avvenire in tempi ragionevoli ed impegnarci anche affinché ciò avvenga, per il bene dei nostri figli e dell’umanità tutta.

Il tempo degli Stati nazionali è passato. Come i villaggi diventarono città, le città regioni e le regioni Stati nazionali, ora è il momento che gli Stati nazionali divengano Stato continentale europeo. Questo è il passo politico da fare nei prossimi decenni in Europa, questo è il senso del corso della storia.

Questo piccolo libretto intende mostrare cosa significhi essere ‘Europei’, ossia impostare la propria vita sulla filosofia e quindi, per uno Stato, la vita politica sul bene assoluto della pace, senza la quale non ci può essere né libertà né giustizia né benessere economico né infine qualsiasi altro valore umano.

Al di là delle differenze nazionali tra i popoli europei, che pure ancora esistono, ma diventano di anno in anno sempre meno importanti, vi è una mentalità co-mune europea. È proprio tale mentalità comune europea che il presente libretto cerca di portare alla luce, di far emergere. I popoli europei devono diventare co-scienti di ciò, ossia di quel che fondamentalmente già si sta realizzando, dunque di tale comunanza di valori. Una volta che essi ne saranno diventati coscienti, allora sapranno con certezza e chiarezza quali sono i veri valori che li accomu-nano e quindi comprenderanno che ciò è il risultato della loro storia, in primo luogo della storia della filosofia dunque.

Infatti, ormai tra i paesi europei non esistono più vere e proprie differenze radi-cali nei valori etici e quindi dei modi di vita. Pertanto il tempo è ormai maturo affinché si passi dall’unione monetaria ed economica a quella etica e politica. Il popolo europeo sta definitivamente nascendo ed ha diritto, come qualsiasi altro popolo, ad avere un vero e proprio Stato che lo rappresenti, per l’appunto gli Stati Uniti d’Europa.

Dobbiamo sperare tutti che ciò avvenga ed impegnarci tutti affinché ciò si rea-lizzi nel modo migliore ed in tempi ragionevoli! Questo libretto vuole essere un contributo fondamentale alla creazione degli Stati Uniti d’Europa attraverso la comprensione teorica di cosa significhi essere ’Europei’. Per questo motivo esso da una parte porta il titolo Filosofia per Tutti, rivolgendosi, dunque, a chiunque desideri comprendere la vita e l’etica da una prospettiva puramente razionale; dall’altra il sottotitolo Manifesto per l’Identità Filosofica del Popolo Europeo, giacché esso delinea i valori fondamentali, sui quali dovrebbero fondarsi gli Stati Uniti d’Europa, in quanto essi già formano la mentalità di buona parte dei cit-tadini europei. 
 

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Preface

Main idea of the book

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