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Recognition

Recognition

RECOGNITION - BASIC PRINCIPLE

The concept of recognition is the fundamental concept of ethical philosophy, its foundation.  It implies that the other human being is not seen as a means but as an end, as Kant expresses in the second categorical imperative. 

"Act in such a way that you treat humanity, in your own person as in the person of every other, always together as an end, never simply as a means".

"Handle so, daß du die Menschheit sowohl in deiner Person, als in der Person eines jeden anderen jederzeit zugleich als Zweck, niemals bloß als Mittel brauchst."

(Grundlegung zur Metaphysik der Sitten, 1785, in: I. Kant, Akademie Ausgabe, Berlin 1900 ff., Bd. IV, S. 429).

Which means that something will never be done that can harm a human being unless that human being has in turn been guilty of unethical behaviour.In that case, after seeking clarification, one will be allowed to behave differently, if only for one’s own self-defence.  

In such a case, one may speak of disallowance, which is the consequence of an acknowledgement sought repeatedly but not obtained. 

RECOGNITION : ROOMS

 

Your comments

  • Sì, gentile Antonietta, condivido in toto il tuo punto di vista. Il concetto fondamentale è che la cultura del consumo permea la stessa cultura tout court, quindi la stessa cultura, che dovrebbe richiedere tempo, pazienza, calma, concentrazione viene invece vissuta in questo modo, il che ovviamente la snatura, la fa diventare ’merce’. Questa piattaforma intende precisamente remare contro questa cultura del consumo iniziando a non consumare cultura, ma a produrla senza fini pratici ed economici, quindi non come lavoro e per fare carriera, ma soltanto per il semplice gusto della conoscenza. Che è poi il ’riconoscimento’ della grandezza dell’essere umano, della sua capacità di elevarsi al sapere, quindi alla logica delle cose, non restando fermo alle cose stesse. Grazie per esserti iscritta ai nostri corsi online, dove avremo ampio modo di discutere di tali problematiche

    12/06/2020 - Marco de Angelis

  • “Riconoscimento” presuppone “l’essere visto”che sembra un’azione che preceda il riconoscimento. Vedere l’altro richiede attenzione, presenza, ascolto, curiosità verso l’umanità di cui ognuno è portatore. Se vedo l’umanità dell’altro, riesco a riconoscere l’altro e riconoscendolo, mi riconosco. La cultura del consumo ci ha abituati a una velocità che ci fa camminare nel mondo in modo distratto senza fermare la nostra attenzione poiché anche la sfera relazionale rientra nella logica del consumo, con “bisogni indotti”, soggetti alla frenesia del loro soddisfacimento. Il problema è che questa cultura permea tutti gli ambiti della nostra società occidentale ed è talmente profondamente entrata nel nostro quotidiano che anche se si affronta il problema lo si fa in modo parcellizzato e non si coglie che è il fondamento su cui si basa ogni sfera di azione umana che deve essere cambiato. Il fondamento è nell’uomo, nella sua umanità, in quello spirito di cui è portatore e che lo rende vivo di una vita collegata alla natura e agli uomini. Bisogna cambiare il punto di vista e determinare un nuovo fondamento che sarà poi a sua volta la base dell’etica umana. È questa nuova etica che dovrà caratterizzare ogni sfera d’azione.

    07/06/2020 - Antonietta Grassia

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